Nell'aprile del 1982, usciva nelle edicole italiane un albo destinato a cambiare per sempre il modo di raccontare l'avventura. Scritto da Alfredo Castelli e disegnato da Giancarlo Alessandrini, il primo numero di Martin Mystère non era solo un fumetto, ma una porta aperta su un mondo dove storia, archeologia, leggenda e cospirazione si fondono.
Dimenticate i classici investigatori privati o gli eroi d'azione tutto muscoli. Martin Mystère si presenta subito come un intellettuale: un archeologo, scrittore e conduttore televisivo che vive a New York, al 3/a di Washington Mews.
Con la sua bionda capigliatura e
il suo inseparabile assistente Java, un vero uomo di Neanderthal, Martin
Mystère non cerca ladri o assassini comuni, ma risposte a enigmi che
la scienza “ufficiale” preferisce ignorare.
La Trama de "Gli Uomini in Nero" il
numero 1
· L'Enigma: La storia ruota attorno a scoperte che
minacciano di riscrivere la storia dell'umanità, legate alla leggendaria Atlantide e
a Mu.
· L'Antagonista: Fanno la loro comparsa gli Uomini
in Nero, una setta millenaria che ha lo scopo di distruggere ogni prova del
passato che possa sconvolgere l'ordine sociale o religioso del presente.
· Il Nemico Storico: Viene introdotto Sergej Orloff,
l'ex amico e ora nemico giurato di Martin, caratterizzato da un braccio
meccanico in grado di sparare raggi laser, simbolo di un passato condiviso nell'esoterismo.
Prima di Martin Mystère, il fumetto d'avventura era spesso lineare. Castelli invece introdusse il "sense of wonder" basato su fatti storici reali, passando da una pseudoscienza a volte fuori dagli schemi e veri e propri misteri archeologici, anticipando di anni il successo di saghe come Indiana Jones (uscito al cinema solo un anno prima in Italia) o i thriller storici alla Dan Brown o le varie uscite di National Treasure.
La vera particolarita’ di questo fumetto e’ che Martin Mystère non combatte per la giustizia nel senso classico del
termine, ma per l’acquisizione di una conoscenza, spesso tenuta volutamente
nascosta dalle Elite e, la’ dove possibile, renderla pubblica.
Questo primo numero è ancora oggi un pezzo da collezione fondamentale,
capace di mescolare la suspense del thriller con il fascino di un documentario
proibito.


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